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La fusione è una delle più antiche tecniche di lavorazione risale addirittura all'età del bronzo. Essa può essere a "cera persa" o a "conchiglia".
Nel primo caso l'oggetto da riprodurre veniva prima realizzato in cera, quindi inglobato in un blocco di argilla ad esso perfettamente aderente.Prima che l'involucro argilloso si seccasse, venivano praticati dei fori di sfogo per la colata del metallo fuso. Si procedeva, quindi, alla cottura;mentre l'involucro induriva cuocendo, la cera si scioglieva lasciando all'interno il vuoto che serviva da stampo al metallo fuso.
La tecnica di fusione a conchiglia veniva adottata, fin dall'antichità, per fondere oggetti di grandi dimensioni come spade, asce, utensili e strumenti di lavoro.La si praticava facendo colare la lega fusa entro due forme di steatite o talco, resistenti ad alte temperature, combacianti come le valve di una conchiglia, al centro delle quali era stata ricavata, in negativo, la forma dell'oggetto da riprodurre.
In oreficeria si utilizzano soprattutto leghe nei titoli 750/1000 e 585/1000, aventi cioè 3/4 e poco meno di 3/5 d'oro puro in unione ad altri metalli (per lo più rame e argento)che variano nel rapporto a seconda della tinta desiderata. Sono tuttavia consentiti i titoli 500/1000 e 333/1000. Elenco delle espressioni in carati e millesimi per indicare il titolo dell'oro.
carati 8 = 333,33/1000 . 12 = 500/1000 . 14 = 583,33/1000
18 = 750/1000 . 22 = 916,74/1000 . 24 = 1000/1000
